Ferrari, la Luce si è spenta. Montezemolo: Si rischia di distruggere un mito”. Il crollo in Borsa

Ieri l’hanno portata dal presidente Mattarella. Oggi l’hanno portata dal Papa. La Ferrari Luce ha bisogno di attenzioni perchè il pubblico e il mercato l’hanno accolta malissimo. Il titolo Ferrari è subito crollato in Borsa a Milano. Il web è pieno di commenti dove il più buono dice: “Enzo Ferrari si starà rivoltando nella tomba”.

Lunedì in Piazza Affari il titolo Ferrari aveva chiuso a 310 euro. All’ora di pranzo oggi è a 290. Un titolo che nel febbraio 2025 aveva sfondato i 482 euro… Poi sono arrivati il Capital Market Day e la presentazione della Luce..

Con la Ferrari elettrica “c’e’ il rischio della distruzione di un mito“. Lo ha detto l’ex presidente del cavallino Luca Cordero di Montezemolo a margine dell’assemblea di Confindustria interpellato sulla Ferrari Luce. “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Mi dispiace moltissimo, spero che si tolga il Cavallino, almeno, da quella macchina”.

“E’ una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”, l’ex presidente l’ha toccata piano come si usa dire.

Per usare un eufemismo possiamo dire che la Ferrari Luce non è stata capita. Ed è un peccato perchè sotto quel vestito riuscito malissimo c’è un condensato di tecnologia condensato in 60 brevetti..- (vedi qui). Forse bastava farla disegnare a chi qualche auto l’aveva progettata in vita sua. Si voleva cambiare mano per dare una certa discotinuità con le Ferrari termiche? Si poteva cercare un altro designer italiano. A parte che sarebbe bastato chiedere a Manzoni un progetto disruptive e lui lo avrebbe fatto. Pensate al Purodsangue, a come ha reinterpetato e reinventato il Suv…

Anche Carlo Calenda, leader di Azione, non si e’ fermato: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile.”

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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